venerdì 22 marzo 2013

Il filo di Chagall

Questo quadro è la storia di un bacio.
Il pittore si dipinge in volo il giorno del suo compleanno.
Quel mattino la sua futura sposa si è svegliata presto per cogliere dei fiori di campo blu.
Le strade del suo villaggio russo l'hanno vista correre carica di stoffe rosse, cibo e un mazzo di fiori colorato.
La ragazza ha in testa una direzione: una piccola casa di legno sulla riva del fiume, una casa che presto lascerà perché diventerà profuga e i suoi pensieri parleranno una nuova lingua.
Per ora solo le strade conoscono la verità, ma per fortuna tacciono lasciandosi calpestare dai piedi pieni di promesse della ragazza dal vestito nero. 

Il suo festeggiato ha negli occhi il rosso, il blu, il bianco e il nero.
In testa ha dei riccioli che non si taglierà mai.
Si sono conosciuti su un ponte.
Lei ha visto prima un cappello, poi ha sentito una voce: "Sono io! Non avere paura.".
Le prime parole dopo il cappello...E da allora è iniziata una lunga passeggiata.

La promenade


Mi apri la porta dopo che mi hai visto dalla finestra. Mi manca il fiato e ti sorrido.
"Da dove vieni con tutti questi pacchi?". Mi chiedi.
"Indovina che giorno è oggi?".
E tu mi rispondi: "Come fai a saperlo?".
Decoro la tua stanza con le stoffe rosse che mi sono portata da casa, metto uno scialle di seta con caldi motivi orientali sulla parete sopra al tuo letto. Poi mi guardo intorno, ancora con i fiori in mano, alla ricerca di un vaso e i miei occhi non sanno dove posarsi perché mi stai fissando davanti a una delle tue tante tele.

"Rosso, blu, bianco e nero. E volerò con lei." Si dice il pittore mentre si lascia guidare la mano da un soffio...e la mano è trascinata dritta verso quell'attimo che la vede vestita di nero con in mano quel mazzo di fiori.
Nessuna donna prima di lei gli aveva regalato dei fiori.

Non sa se guardarmi negli occhi o fissare la tela. Mi piace la sua delicatezza, quel suo porgermi la sua fiducia e ne rimango sempre sorpreso. Perché mi ha scelto?
Taglio il filo che mi tiene a terra. Sei tu che mi hai dato le forbici. Chiudo gli occhi, volo e ti bacio.

"Ti piace il mio quadro?" Mi chiede tenendo un filo tra le dita.
In lui vedo tracce di un volo passato.
"Certo!" Gli rispondo. "Ma ora siediti e apri il tuo regalo!"


Il compleanno

domenica 17 marzo 2013

Ci sei....e qui sta la bellezza

Parto dal principio che siamo fatti della stessa pasta, é il condimento che fa la differenza.
Osservo spesso la gente, divento trasparente e guardo la vita degli altri con una penna in mano e scopro nuove prospettive. Mi sento come su un fondo di un oceano e guardo le onde dall'interno: hanno una forma rotonda ma la sostanza rimane la stessa. Nello stesso modo, mi ritrovo a leggere vite, interpretando gesti e sguardi degli attori che mi stanno accanto.
Mi ritrovo in un bar di  Zurigo, una cittä che non mi conosce...per questo mi risulta ancora piu' facile sentirmi trasparente. L'atmosfera calorosa aiuta l'osservazione e un vecchio funk anni '70 accompagna i miei pensieri. I tavoli sono piccoli, rotondi e di legno.Il mio, in fondo al locale, ha una rosa in una bottiglia scura e una candela accesa. I camerieri mi sorridono e non sembrano stupirsi del mio scrivere compulsivo su un vecchio quaderno rosso. Quando scrivo sorrido senza rendermene conto, l'ho scoperto un giorno guardandomi allo specchio e mi scuso per questa parentesi di narcisismo...torniamo al bar di Zurigo...
Al tavolo accanto al mio, si trova una coppia di persone mature. Lui ha i capelli grigi, lo sguardo rassicurante e uno stile ricercato. Lei mi sembra meno curata, la trovo stanca ma sorridente. Si tengono per mano e non parlano. Lui le accarezza ritmicamente il polso con il suo pollice. Sembra che quel polso e quel pollice si conoscano da molto tempo.

Le bollicine del Prosecco mi volano nel naso, dritte a stuzzicare la radice dei miei pensieri.

Nello sguardo di lui, colgo la bellezza di lei.

Le bollicine di Prosecco corrono nel bicchiere, in un alcolico movimento ascensionale e il mio libro si apre su una poesia...

"Il tavolo é il tavolo, il vino é vino
nel bicchiere che é un bicchiere
e sta li' dritto sul tavolo.
Io invece sono un'immaginaria, incredibilimente immaginaria,
immaginaria fino al midollo."

Anche io mi sento immaginaria tra questa gente che parla una lingua sconosciuta.
Il cameriere gentile mi ha portato un secondo bicchiere di Prosecco. Perché é accompagnato da un bicchiere d'acqua? Teme che mi ubriachi? Eppure sto solo scrivendo su un tavolo rotondo e tra una frase e l'altra leggo qualche poesia.
Il cameriere é un bel ragazzo con la giovinezza negli occhi; é declinato in chiaro, con i capelli biondi, gli occhi blu e un sorriso aperto.
Sulla carta le persone assumono toni quasi teatrali, le parole scritte le colorano di sogno...sono quelle ascoltate che sono in bianco e nero...e un uomo che mi porta un bicchiere di vino, diventa "declinato in chiaro". Ora sapete perché sorrido quando scrivo...e non sono solo le bollicine di Prosecco che mi fanno i pensieri rotondi...come le donne di Rubens.  
Ah....la coppia innamorata se ne é andata e non me ne sono neanche resa conto...Stavo pensando alle curve. Sono una donna con un corpo di altre latitudini e inevitabilmente mi declino in tondo...e mi piace...

"Il Seicento non ha nulla per chi é piatto" mi dice la poetessa.

Quando nasciamo dovremmo firmare una clausula in cui venga chiesto se siamo favorevoli al luogo e al tempo cui siamo destinati. Sono sicura che un rifiuto ci risparmierebbe qualche fastidiosa sconvenienza.

Decido di andarmene, i due bicchieri di Prosecco colorano i miei pensieri e vanno troppo veloci per raggiungerli con la penna. I colori......sono a Zurigo per incontrare Chagall e il suo blu. E quando mi sto alzando il cameriere declinato in chiaro, mi chiede cosa ho scritto in tutto questo tempo. Rispondo scrivendogli su un tovagliolo di carta l'indirizzo del blog.
Mi chiedo se stasera si riconoscerà nell'uomo declinato in chiaro.

Una cosa é certa. Per un minuto mi ha fatto sentire meno trasparente nei suoi occhi blu Chagall.