Il pittore si dipinge in volo il giorno del suo compleanno.
Quel mattino la sua futura sposa si è svegliata presto per cogliere dei fiori di campo blu.
Le strade del suo villaggio russo l'hanno vista correre carica di stoffe rosse, cibo e un mazzo di fiori colorato.
La ragazza ha in testa una direzione: una piccola casa di legno sulla riva del fiume, una casa che presto lascerà perché diventerà profuga e i suoi pensieri parleranno una nuova lingua.
Per ora solo le strade conoscono la verità, ma per fortuna tacciono lasciandosi calpestare dai piedi pieni di promesse della ragazza dal vestito nero.
Il suo festeggiato ha negli occhi il rosso, il blu, il bianco e il nero.
In testa ha dei riccioli che non si taglierà mai.
Si sono conosciuti su un ponte.
Lei ha visto prima un cappello, poi ha sentito una voce: "Sono io! Non avere paura.".
Le prime parole dopo il cappello...E da allora è iniziata una lunga passeggiata.
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| La promenade |
Mi apri la porta dopo che mi hai visto dalla finestra. Mi manca il fiato e ti sorrido.
"Da dove vieni con tutti questi pacchi?". Mi chiedi.
"Indovina che giorno è oggi?".
E tu mi rispondi: "Come fai a saperlo?".
Decoro la tua stanza con le stoffe rosse che mi sono portata da casa, metto uno scialle di seta con caldi motivi orientali sulla parete sopra al tuo letto. Poi mi guardo intorno, ancora con i fiori in mano, alla ricerca di un vaso e i miei occhi non sanno dove posarsi perché mi stai fissando davanti a una delle tue tante tele.
"Rosso, blu, bianco e nero. E volerò con lei." Si dice il pittore mentre si lascia guidare la mano da un soffio...e la mano è trascinata dritta verso quell'attimo che la vede vestita di nero con in mano quel mazzo di fiori.
Nessuna donna prima di lei gli aveva regalato dei fiori.
Non sa se guardarmi negli occhi o fissare la tela. Mi piace la sua delicatezza, quel suo porgermi la sua fiducia e ne rimango sempre sorpreso. Perché mi ha scelto?
Taglio il filo che mi tiene a terra. Sei tu che mi hai dato le forbici. Chiudo gli occhi, volo e ti bacio.
"Ti piace il mio quadro?" Mi chiede tenendo un filo tra le dita.
In lui vedo tracce di un volo passato.
"Certo!" Gli rispondo. "Ma ora siediti e apri il tuo regalo!"
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| Il compleanno |

